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Cannabis

Descrizione della cannabis, effetti e rischi collegati all'abuso

Che cosa è la cannabis

La cannabis, o canapa, è una pianta originaria dell’Asia centrale, ritenuta sacra per gli hindu, coltivata in tutto il pianeta. Le due specie più diffuse di questa pianta sono quella indica, varietà più utilizzata a scopo ricreativo, e quella sativa.

I principi attivi presenti sono THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo). THC è il responsabile degli effetti ricercati da chi usa cannabis, provocando l’alterazione del Sistema Nervoso Centrale a seconda della sua concentrazione. È classificato come allucinogeno, poiché cambia la percezione della realtà.

Il CBD, molecola presente nei farmaci estratti dalla cannabis, causa il rilassamento della muscolatura liscia e abbassa la pressione arteriosa. Tra i derivati più diffusi del CBD ci sono la Marijuana, cioè le infiorescenze, e l’Hashish cioè la resina.

Effetti della cannabis

Gli effetti sono soggettivi e dipendono dal quantitativo usato, dalla modalità di assunzione, dal contesto e dallo stato d’animo di chi assume. Non si possono conoscere le percentuali dei principi attivi nella cannabis.

La cannabis ha generalmente effetti rilassanti, può intensificare gli stati d’animo presenti, può portare a stati di euforia e può provocare eccessi incontrollati d’ilarità, cambiare la percezione del tempo, stimolare l’appetito (la fame chimica). L’effetto della canapa indica è maggiormente rilassante e calmante e, a dosi elevate, ha effetto soporifero. Quella sativa ha effetti più euforizzanti e psichedelici.

Prodotti con basse concentrazioni di CBD e alte concentrazioni di THC possono aumentare l’effetto allucinogeno e ansiogeno. Usare cannabinoidi ad alte concentrazioni di THC può portare intensi effetti allucinogeni.

Rischi della cannabis

Abbassamento della pressione sanguigna, tachicardia, sonnolenza, vertigini, nausea e vomito; danni all’apparato respiratorio comparabili a quelli del tabacco; calo della concentrazione, deficit della concentrazione, modificazione dell’orientamento spazio temporale; ansia e panico.

L’uso prolungato può portare a frequenti stati d’ansia, paranoia, depressione, passività, apatia, difficoltà a prendere decisioni. Porta a fenomeni di dipendenza psicologica.

© Jessica Ferrigno