Dipendenza da gioco d'azzardo

Psicoterapia Ludopatia

Psicoterapia per la cura della dipendenza da gioco d’azzardo (gambling)

Gioco d’azzardo patologico

La ludopatia o disturbo da gioco d’azzardo rientra nelle forme di Dipendenze Comportamentali (o new addiction), in cui l’oggetto della dipendenza non è una sostanza, ma un comportamento o una attività. In questo caso, l’oggetto è rappresentato da qualunque evento e attività che presenta incertezza sull’esito, prestandosi così a scommesse.  

Azzardo deriva inizialmente dall’arabo az-zahr che significa dado. I più antichi giochi d’azzardo si facevano utilizzando i dadi. Passando attraverso il francese hasard, (rischio-avvertenza) si arriva al termine azzardo che descrive lo scommettere denaro e beni, rispetto l’esito di un evento.  

Il disturbo da gioco d’azzardo o ludopatia è una malattia che modifica il nostro cervello. Il gioco trasforma, cambia il nostro cervello, come le droghe.

Cosa accade nel nostro cervello quando giochiamo d’azzardo?

Il cervello è progettato per ricercare e ripetere ciò che serve per la sua sopravvivenza: siamo programmati per mangiare, per riprodurci, per cercare sicurezza e conforto in un ambiente sicuro, tutti comportamenti che garantiscono sopravvivenza.  

Ogni volta che facciamo qualcosa di utile per la nostra sopravvivenza, il cervello ricompensa e rilascia delle sostanze dopanti — la dopamina — che producono sensazioni di forte piacere e benessere, rinforzando così il comportamento. Questo meccanismo è il nucleo profondo che induce tutti i comportamenti di dipendenza e quindi anche il gioco d’azzardo patologico.

Il cervello premia con una intensa sensazione — rilasciando dopamina — quei comportamenti che garantiscono la sopravvivenza della specie; quando mangio vi è un rilascio di dopamina, perché se non mangio non sopravvivo; quando faccio sesso rilascia dopamina, perché se mi riproduco garantisco la sopravvivenza della specie.  Cibo, sesso, accudimento, liberano dopamina perché sono comportamenti che fanno sopravvivere l’individuo e la specie. 

Durante il gioco d’azzardo patologico vi è un rilascio di dopamina nel nostro cervello. Il gioco fa riconoscere al nostro cervello questo comportamento come se fosse utile, necessario alla sopravvivenza della specie. Nella ludopatia riusciamo ad intravedere la potenza del gioco d’azzardo patologico sul nostro cervello. Guardare le cose con queste lenti rende più comprensibile perché si continui a giocare nonostante le perdite disastrose, economiche ed affettive.

Ludopatia cura, che cosa posso fare per te

Come smettere di giocare?

Il vizio del gioco d’azzardo è una patologia che trasforma il nostro cervello e il modo di vivere. È fondamentale poter comprendere cosa avviene nel momento in cui si affaccia questa dipendenza da gioco  nell’esistenza di una persona, come cambi il modo di funzionare, come stravolga chi siamo stati e la nostra vita.

Comprendere permette di iniziare a leggere e dare senso a ciò che avviene, senza giudicare e giudicarsi, senza emozioni di colpa e vergogna. Permette di iniziare a vedersi come persone con una patologia, non come deboli, egoisti, vigliacchi ma come persone che hanno bisogno di curare una ludopatia e capire come smettere di giocare. Il solo primo passo per cambiare.

Ludopatia sintomi

Il disturbo da gioco d’azzardo mostra aspetti simili con la dipendenza da sostanze, quali:

  • Ebbrezza, piacere e rilassamento conseguenti all’uso. Le emozioni negative, come ansia, depressione o tensione vengono temporaneamente sostituiti dal gioco.
  • La tolleranza e l’assuefazione, cioè la quantità di tempo sempre maggiore nell’uso, con incremento del gioco sia come aumento della frequenza delle giocate, il tempo trascorso a giocare, l’aumento della somma spesa nel tentativo (apparente) di recuperare le perdite. La tolleranza è anche la necessità di giocare una quantità crescente di denaro con lo scopo di raggiungere l’eccitazione desiderata.
  • L’astinenza e la possibile presenza di sintomi di astinenza in cui l’interruzione del gioco porta ad agitazione, tensione, desiderio incoercibile (craving), comportamento irritabile e umore negativo con ansia e depressione.
  • Perdita di controllo legata al bisogno di giocare, con ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o interrompere il gioco d’azzardo; spendere ed investire somme maggiori delle proprie possibilità, spesso chiedendo prestiti e accumulando debiti.  
  • L’assorbimento e la marcata riduzione dell’interesse per ogni attività che non riguardi il gioco, trascurando gli impegni della vita quotidiana, con un appiattimento della vita sociale.
  • Continuare a giocare nonostante la consapevolezza dei problemi sociali, psicologici ed economici che giocare comporta, arrivando anche a raccontare bugie per tentare di nascondere il proprio coinvolgimento nel gioco.

Malattia del gioco, comprendere il disturbo

L’evoluzione del disturbo prevede una progressione ed aumento rispetto alla frequenza, alle somme giocate, il tempo speso. Ormai il gioco è un bisogno che non si riesce a controllare, ma che controlla la vita della persona, con conseguenze che si allargano ed impattano negativamente sulla vita reale. 

Un aspetto caratteristico dell’evoluzione del disturbo e della malattia del gioco è la ricerca di denaro con cui giocare, con l’accumularsi di debiti e l’emergere di grandi difficoltà economiche. Non sono rari problemi legali. Spesso la persona chiede aiuto proprio per risolvere la sua situazione economica. 

Generalmente vi è una progressione nel disturbo e la malattia del gioco vede il proprio sviluppo in 3 fasi: 

  1. Fase della vincita: fase iniziale in cui troviamo la convinzione che il gioco sia una fonte di denaro, che porta a giocare sempre più spesso;
  2. Fase della perdita: dove si inizia ad accentuare la perdita di controllo rispetto al gioco, con un aumento sia della frequenza che delle somme giocate; 
  3. Fase della disperazione: è la fase in cui vi è una compromissione della vita del giocatore. 

Psicoterapia

Il percorso di cura sarà un viaggio per aiutare a trovare armonia e pienezza senza ricorrere al gioco come sostituto alla felicità. L’obiettivo fondamentale del percorso di cura della ludopatia è duplice:

  • Eliminare o controllare il comportamento di gioco compulsivo;
  • Insegnare un controllo efficace sull’impulso a giocare, modificando le cognizioni disfunzionali e con l’acquisizione di nuove risorse di adattamento.

Il percorso terapeutico si rivolge non solo all’astinenza dal gioco, ma a tutti gli aspetti della vita della persona che sono stati coinvolti dal gioco. È un percorso di recupero, recupero del controllo e dell’autonomia sulla propria vita, dove ritrovare senso e significato oltre a ritrovare se stessi.

In questo percorso di cambiamento, se è possibile integro il lavoro individuale con interventi di coppia e con i familiari, proprio per ricostruire ciò che è stato coinvolto negativamente dalla malattia del gioco.

Riferimenti

  • DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, America Psychiatric Associaton , Raffaello Cortina Editore, 2014.
  • Bellio G e Croce M, Manuale sul gioco d’azzardo. Diagnosi, valutazione e trattamenti, Franco Angeli 2017.
  • Lucchini, A. (2016). Il gioco d’azzardo patologico. Esperienze cliniche, strategie operative e valutazione degli interventi territoriali. Franco Angeli Editore
  • W. Mascetti in Bara B.G., Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva, Bollati Boringhieri, Torino, 2005.

© Jessica Ferrigno