Dipendenze Comportamentali

Dipendenze comportamentali

Il concetto di dipendenze patologiche comportamentali è abbastanza moderno, introdotto nel 2013 con la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Il termine comprende nuove forme di dipendenza – new addiction – in cui l’oggetto non è una sostanza stupefacente, ma un comportamento o una attività.

Le dipendenze comportamentali comprendono:

Dipendenze patologiche: cosa posso fare per te

Le dipendenze comportamentali sono una patologia. È questo lo sguardo con le quali guardarle, imprescindibile per la cura. Solo riconoscere il comportamento come malattia accompagna la persona ad un’idea di cura, al doversi fare curare ed accompagnare a cambiare.

Nelle dipendenze patologiche non è tanto l’oggetto, ad esempio il gioco, la sigaretta, il telefono, il sesso, la causa della dipendenza, ma la relazione che noi intratteniamo con l’oggetto.

È pacifico come il gioco in sé non sia pericoloso, nocivo o fonte di sofferenza. Credo che chiunque abbia provato a giocare a carte, al lotto, comprato un gratta e vinci e così via senza sviluppare una dipendenza. Non è il gioco la causa della dipendenza ma la relazione che noi intratteniamo con questo. La dipendenza va intesa soprattutto come patologia della relazione, un disturbo relazionale tra quella particolare persona, il soggetto, e l’oggetto della dipendenza comportamentale.

Se la relazione diventa ossessiva, unica, totalmente coinvolgente da coprire ogni altro interesse, questa diventa ferita e fonte di sofferenza. Generalmente non si usa un oggetto in modo eccessivo se si vivono relazioni coinvolgenti e ricche.

Quando l’oggetto (il gioco, il sesso, il telefono) colma e riempie vuoti emotivi, quando è un modo per evitare una sofferenza e per non entrare in contatto con emozioni negative ed aspetti fragili di sé, generalmente si sviluppa una dipendenza patologica.

Nuove dipendenze: comprendere il disturbo

Diventiamo dipendenti da oggetti o attività che ci danno piacere ed evitano la sofferenza: I comportamenti e i processi legati alle dipendenze patologiche sono volti a dare piacere e evitare la sofferenza all’essere umano.
Le dipendenze patologiche sono caratterizzate da un uso distorto, eccessivo e compulsivo di un oggetto o di un comportamento, con una incapacità di controllare la messa in atto di questi comportamenti; riguardano i concetti di impulsività, discontrollo e compulsività: in questo senso possono essere definite patologie dell’eccesso e patologie dell’agire.

Ciò che le caratterizza le nuove dipendenze è un particolare stato mentale contraddistinto da un bisogno incoercibile e coatto di consumare: il craving. Il craving è il bisogno di assumere, il desiderio improvviso e incontrollabile di usare, una condizione invasiva e pervasiva, che porta la persona ad un disagio clinicamente significativo.

Descrizione

Le nuove dipendenze comportamentali sono un gruppo di patologie emergenti che presentano caratteristiche simili alla dipendenza da sostanze:

  • Ebbrezza, piacere e rilassamento conseguenti all’uso. Le emozioni negative, come ansia, depressione o tensione vengono temporaneamente sostituiti dal comportamento.
  • La tolleranza e l’assuefazione, cioè la quantità di tempo sempre maggiore nell’uso, con incremento del comportamento sia come aumento della frequenza, sia come tempo trascorso.
  • L’astinenza dove l’interruzione del comportamento porta ad agitazione, tensione, desiderio incoercibile (craving), comportamento irritabile e umore negativo, il più delle volte con ansia e depressione.
  • Perdita di controllo legata al bisogno di mettere in atto il comportamento con ripetuti sforzi per controllare, ridurre o interrompere lo stesso che si rivelano infruttuosi.
  • L’assorbimento e la marcata riduzione dell’interesse per ogni attività che non riguardi il comportamento patologico, trascurando gli impegni della vita quotidiana, con un appiattimento della vita sociale.
  • Continuare a mettere in atto il comportamento nonostante la consapevolezza dei problemi sociali, psicologici ed economici che il comportamento o l’attività comporta, arrivando anche a raccontare bugie per tentare di nascondere il proprio coinvolgimento.

Psicoterapia

Il percorso di cura è un viaggio dove aiutare a trovare armonia e pienezza senza dover ricorrere ad oggetti o comportamenti come sostituti alla felicità.

Ricordo che diventiamo dipendenti da sostanze che ci danno piacere e ci tolgono la sofferenza: il nucleo profondo della dipendenza riguarda il tema piacere e l’evitamento della sofferenza.

Il lavoro terapeutico sarà quello di spostare dalla dimensione di piacere — la scarica di dopamina – a quella di felicità, di senso e significato. Nella cura delle dipendenze comportamentali dobbiamo passare dal mondo della scarica della dopamina, del dover consumare ed agire, al mondo della ricerca di senso e significato, di felicità.

Le evidenze scientifiche sottolineano come la terapia cognitivo-comportamentale sia un trattamento efficace per la cura di questa tipologia di nuove dipendenze.

L'obiettivo principale del nostro percorso di guarigione è quello di interrompere il comportamento patologico; acquisire una maggiore consapevolezza dei motivi che hanno causato la dipendenza comportamentale; trovare strategie più adeguate e sane e riuscire a vivere la propria vita senza bisogno di stampelle e sostituti.

Riferimenti

  • APA American Psychological Association, DSM 5. Diagnostic and Statistical manual of mental disorder, American Psychiatric Publishing.
  • National Institute of Mental Health
  • (a cura di) Bignamini E., La Dipendenza da Sostanze, Edizioni Publiedit, Cuneo, 2006.
  • W. Mascetti in Bara B.G., Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva, Bollati Boringhieri, Torino, 2005.
  • G. Lavenia Le Dipendenze Tecnologiche, Valutazione, Diagnosi e Cura Ed. Giunti 2018.

© Jessica Ferrigno