Dipendenza da sostanze

Cura e riabilitazione per la dipendenza da sostanze

La dipendenza da sostanze è una patologia. Non è un vizio, non è una debolezza ma una malattia.
È questo lo sguardo con cui guardare questa ferita. L’abuso di sostanze stupefacenti ci cambia il cervello, lo modifica.

Che cosa posso fare per te?

La dipendenza da sostanze fa star male chi ne soffre, ma anche le persone che stanno attorno a chi ha una dipendenza. Chi ha una dipendenza deve essere accompagnato in un difficile percorso di presa di consapevolezza di avere una malattia, passo imprescindibile per la cura e riabilitazione per la dipendenza da sostanze.

Dipendenza da sostanze: comprendere il disturbo

Cosa accade nel nostro cervello quando usiamo sostanze?

Il nostro cervello, il cervello di tutti noi, è progettato per ricercare e ripetere ciò che serve per la sua sopravvivenza: siamo programmati per mangiare, per riprodurci, per cercare sicurezza e conforto in un ambiente sicuro, tutti comportamenti che garantiscono sopravvivenza.

La natura ha previsto dei meccanismi che rinforzano tutti questi comportamenti che fanno sopravvivere la specie: ogni volta che facciamo qualcosa di utile per la nostra sopravvivenza, il cervello ricompensa e rilascia delle sostanze dopanti – la famosa dopamina – che producono sensazioni di forte piacere e benessere. Quello che regola questi meccanismi è chiamato il sistema di ricompensa – Reward –. Questo meccanismo è il nucleo profondo che induce tutti i comportamenti di dipendenza, inclusi quelli da dipendenza da sostanze.

Il cervello premia con una intensa sensazione – rilasciando dopamina – quei comportamenti che garantiscono la sopravvivenza della specie; quando mangio vi è un rilascio di dopamina, perché se non mangio non sopravvivo; quando mi riproduco rilascia dopamina, perché se mi riproduco garantisco la sopravvivenza della specie. Cibo, sesso, accudimento, liberano dopamina perché sono comportamenti che fanno sopravvivere l’individuo e la specie.

Le droghe – in particolare eroina, cocaina, alcol, tabacco, cannabis – sono in grado di far riconoscere al nostro cervello e ai centri della gratificazione il comportamento di uso come se fosse un comportamento utile, vantaggioso, positivo. Necessario alla sopravvivenza della specie. Le droghe sono in grado di stimolare i centri della gratificazione.

Riusciamo ad intravedere la potenza che le droghe hanno sul nostro cervello. Diventa più comprensibile perché una persona continui a fumare dopo avere avuto un infarto oppure un’altra continui a bere nonostante presenti seri danni al fegato.

Ciò che caratterizza le dipendenze patologiche e quindi anche la dipendenza da sostanze, è un particolare stato mentale contraddistinto da un bisogno incoercibile e coatto di consumare: il craving. Il craving è il bisogno di assumere, il desiderio improvviso e incontrollabile di usare, una condizione invasiva e pervasiva, che porta la persona ad un disagio clinicamente significativo.

Dipendenza da sostanze stupefacenti

La dipendenza da sostanze stupefacenti è una condizione patologica legata alla alterazione del sistema di gratificazione e ricompensa. Le sostanze stupefacenti modificano il nostro cervello.

A prescindere dal tipo di sostanza usata (eroina, tabacco, cocaina, cannabis, alcol..) le dipendenze patologiche presentano un insieme di comportamenti tipici:

  • Perdita di controllo: l'incapacità di controllare l'assunzione della sostanza porta ad un utilizzo eccessivo ed incontrollato della sostanza stessa.
  • Tolleranza: per provare le piacevoli sensazioni sperimentate nel corso del primo periodo di utilizzo della sostanza dobbiamo consumare dosi sempre più elevate oppure somministrazioni più ravvicinate nel tempo. 
  • Astinenza: provare disagio o sofferenza nello smettere di consumare, dovuto alla mancanza dell'effetto della sostanza cui l'organismo si era abituato.
  • Rischi: utilizzo rischioso della sostanza, con una alterazione del proprio stato psico-fisico. La persona consuma sostanze in situazioni potenzialmente pericolose, per sé e per gli altri, come ad esempio guidando.
  • Isolamento: ritiro ed isolamento dalla vita sociale.

La dipendenza da sostanze stupefacenti, come ho detto, è una malattia. La persona dipendente deve essere vista come una persona malata che ha bisogno di cura, che vorrebbe smettere, fermarsi, ma non può. Questo è ciò che significa essere dipendenti ed è quello che spesso le persone che gravitano attorno a questo universo faticano a comprendere.

Caratteristiche della sostanza

La sostanza agisce in maniera differente sulla persona che lo utilizza.

  • Caratteristiche farmacologiche. Le caratteristiche farmacologiche delle droghe possono dare effetti deprimenti o stimolanti sul sistema nervoso. Gli effetti della cocaina sono diversi da quelli dell’eroina o dell’alcol.
  • Quantità assunta. Un grammo assunto agisce in modo differente da una assunzione di 10 grammi.
  • Modalità d’uso. Vi è differenza se vi è una assunzione inalabile, nasale o venosa.

Ma ogni sostanza ha, fondamentalmente, due caratteristiche comuni: genera piacere ed evita la sofferenza.

Diventiamo dipendenti da oggetti che ci danno piacere e ci evitano di stare male. Questo è il nucleo profondo delle dipendenze.

All’inizio la droga è un mezzo, uno strumento per avere piacere e non sentire dolore, poi da mezzo diventa scopo, il fine ultimo ed unico della vita di una persona.

Psicoterapia nella cura e riabilitazione per la dipendenza da sostanze

Il percorso di cura è viaggio per aiutarvi a trovare armonia e pienezza senza ricorrere a sostanze, oggetti o comportamenti come sostituti alla felicità.

Il primo prodotto dell’intervento terapeutico non è modificare il comportamento, ma cambiare la visione che la persona ha del proprio problema e funzionamento, in cui la sofferenza deriva da un cervello sofferente che è stato cambiato dall’operare delle sostanze al suo interno.

Ricordo che diventiamo dipendenti da sostanze che ci danno piacere e ci tolgono la sofferenza: il nucleo profondo della dipendenza riguarda il tema piacere e l’evitamento della sofferenza.

Nella dipendenza abbiamo visto che c’è una modificazione del cervello, soprattutto rispetto al sistema di gratificazione e ricompensa, quello del picco di dopamina. Questo ha la fondamentale conseguenza che la capacità di provare piacere in condizioni normali viene fortemente ridotta. Solo le sostanze, in quantità che deve essere assunta in modo sempre maggiore, saranno in grado di far rilasciare nel cervello quantità di dopamina tali da far provare una sensazione di benessere. È così che la sostanza diviene l’unica fonte di piacere.

Il lavoro terapeutico sarà quello di spostare dalla dimensione di piacere — scarica di dopamina — a quella di felicità, di senso e significato. Nella cura e riabilitazione per la dipendenza da sostanze dobbiamo passare dal mondo della scarica della dopamina alla ricerca di senso, di felicità.

Chi ha una dipendenza scambia il piacere, la gratificazione con l’essere felice: che la propria vita ha valore, senso, significato, direzione, finalità, pienezza se ho delle sensazioni, delle scariche di dopamina.

Riferimenti

  • APA American Psychological Association, DSM 5. Diagnostic and Statistical manual of mental disorder, American Psychiatric Publishing.
  • National Institute of Mental Health
  • (a cura di) Bignamini E., La Dipendenza da Sostanze, Edizioni Publiedit, Cuneo, 2006.
  • W. Mascetti in Bara B.G., Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva, Bollati Boringhieri, Torino, 2005.

© Psicoterapeuta e psicologa Jessica Ferrigno