Dipendenze comportamentali Dipendenza da pornografia

La pornografia ha origini antiche ma come sofferenza è recente, perché legato all’avvento del mondo online e virtuale.

Pornodipendenza 

La pornodipendenza, o dipendenza da pornografia, è una nuova forma di dipendenza dove l’oggetto non è una droga ma un comportamento; in questo caso abbiamo una sex addiction da pornografia: si è drogati di porno. L’esposizione prolungata al materiale pornografico può modificare e trasformare il nostro cervello, come avviene con le sostanze

Nelle dipendenze comportamentali, o new addiction, non è l’oggetto (il sesso, il gioco) la causa della dipendenza, ma la relazione con l’oggetto: nel caso della dipendenza da pornografia c’è un abuso di porno, una relazione ossessiva, patologica, compulsiva con la pornografia il cui uso non si controlla più, al punto da interferire con la quotidianità ed il funzionamento – lavorativo, sociale e relazionale – della persona, creando profonda sofferenza e disagio in chi ne soffre. 

La dipendenza da pornografia è una patologia. 

La dipendenza da porno può presentare diversi aspetti e similarità con la dipendenza da sostanze, come: 

  • Aumentare, incrementare la quantità di tempo riservato all’uso di materiale pornografico;
  • Ricorrere a contenuti sempre più intensi, eccitanti o bizzarri;
  • Continuare ad usare contenuti pornografici nonostante l’emergere di conseguenze negative come, ad esempio: disfunzioni sessuali, calo o perdita di interesse per le altre attività quotidiane, problemi economici, calo di rendimento nello studio o sul lavoro, difficoltà nel creare o mantenere relazioni sociali o sentimentali, vissuti depressivi, vergogna e isolamento;
  • Tentare di negare o di nascondere la dipendenza dal porno;
  • Diversi tentativi, infruttuosi, di diminuire o sospendere i comportamenti di dipendenza dal porno.

Dipendenza da masturbazione

La dipendenza dal porno è caratterizzata da una dimensione solitaria ed individuale; non prevede nessuna forma di interazione con l’altro, dove l’uso e l’abuso avvengono essenzialmente da soli, con una masturbazione compulsiva. 

In questo senso si parla di dipendenza dalla masturbazione: la dipendenza da porno è dominata da un bisogno continuo di ottenere piacere sessuale attraverso la visione di materiale hard, con un’attività masturbatoria importante, dove si assiste ad un appiattimento delle fantasie sessuali legato al sovraccarico di immagini stereotipate del porno. 

La persona che soffre di dipendenza da pornografia non fa uso di materiale pornografico per raggiungere l’orgasmo, ma sembra per scopi diversi: chi soffre di una dipendenza da pornografia è più interessato a soddisfare, rinforzare e nutrire le proprie fantasie sessuali, non tanto raggiungere l’orgasmo. Lo scopo di chi ha una dipendenza da porno sembra più la masturbazione – ecco la dipendenza dalla masturbazione – che permette di sostare e rimanere il maggior tempo possibile nell’onnipotenza virtuale, in uno stato di trance indotta dal materiale hard

L’orgasmo rappresenta, invece, l’apice e la fine del piacere, comportando l’uscire dalla dimensione virtuale – dove tutto è possibile – e ritornare alla vita reale. 

Depressione e autoerotismo 

Alla base di ogni dipendenza vi è un comportamento che serve ad alleviare momentaneamente depressione, dolore, angoscia, senso di vuoto, noia.  Anche il desiderio di fuga e di dissociarsi dalla realtà sono nuclei centrali nelle dipendenze patologiche. 

La dipendenza dal porno è caratterizzata da una dimensione solitaria ed individuale: è una sessualità giocata in solitudine. Il guardare pornografia e masturbarsi possono divenire una via preferenziale ed esclusiva della persona, conducendo al ritiro sociale, all’isolarsi dalla realtà e alla depressione. 

La dipendenza da pornografia ha una funzione antidepressiva, serve a non sentirci tristi, a gestire l’ansia e lo stress, il vuoto e la noia, serve ad alleviare sentimenti negativi o dolorosi che, diversamente, non si è in grado di gestire. È un modo che dà sollievo sul breve termine – diventiamo dipendenti da oggetti che danno piacere ed evitano la sofferenza – ma che a lungo termine comporta la perdita di controllo del comportamento: la visione di porno diventa un bisogno con caratteristiche compulsive contribuendo all’isolarsi dalla realtà, sempre più impreparati ad affrontarla, alimentando così vissuti depressivi. 

Emerge come depressione, ritiro ed autoerotismo siano costellazioni di questa sofferenza che si autoalimentano con ripercussioni sulla qualità della vita, nei legami e rispetto all’intimità. 

Porn games: assuefazione

L’esposizione prolungata al porno modifica e trasforma il nostro cervello. 

Parlo di assuefazione perché l’uso patologico e compulsivo di pornografia porta ad una difficoltà a provare, nella realtà fuori dal virtuale, la stessa quota di eccitazione e stimoli che il materiale pornografico offre: si ha bisogno di dosi sempre più massicce di porno, di stimoli erotici sempre più intensi, forti e prolungati nel tempo per ottenere lo stesso effetto di appagamento, soddisfazione ed eccitazione sessuale.

Avendo una disponibilità illimitata di stimoli e materiale nel mondo virtuale, la persona subisce una grande iperstimolazione del cervello, iperstimolazione che determina l’assuefazione.

Dipendenza da pornografia e disfunzioni sessuali

La dipendenza da porno può connettersi a difficoltà, relazionali e di coppia, e disfunzioni sessuali, con importanti ricadute nella vita intima ed affettiva.

Spesso la pornografia viene vissuta come maggiormente stimolante, interessante ed eccitante del sesso, conducendo ad un calo del desiderio verso il partner o per il sesso reale, e a difficoltà nell’area del desiderio e dell’eccitazione. 

È piuttosto comune come chi soffra di dipendenza dal porno riesca a raggiungere l’eccitazione o l’orgasmo usando il porno, ma che presenti difficoltà sessuali col partner nel mondo reale: con l’uso compulsivo del porno e la dipendenza da masturbazione la dimensione umana emotiva, intima, affettiva si riduce, se non addirittura si elimina. 

Accade che si riesca a raggiungere un buon livello di eccitazione e si raggiunga l’orgasmo, ma avendo bisogno di maggior tempo di quello che si vorrebbe o che vorrebbe il partner. Spesso per raggiungere l’orgasmo si deve ripercorrere mentalmente le immagini pornografiche e ricorrere così al porno. 

Altra ricaduta nella vita affettiva è che il partner percepisca e lamenti disinteresse o uno scarso coinvolgimento da parte del compagno che soffre di dipendenza da pornografia. 

Sessuologa a Torino 

La dipendenza da pornografia è una patologia che modifica il nostro cervello ed il nostro modo di vivere la quotidianità ed i legami con gli altri, comportando quote importanti di sofferenza.

In quanto patologia deve essere curata da professionisti preparati e formati a farlo. 

Mettiti in buone mani per essere accompagnato in questo viaggio di scoperta dove sarà possibile ritrovare il benessere sessuale, l’intimità e l’affettività. 

Riferimenti:

  • American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta editione. DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Birchard T. (2015). CBT for Compulsive Sexual Behavior: A guide for professionals. New York, NY: Routledge.
  • Birchard T., Benflied J. (2017). Routledge International Handbook of Sexual Addiction. New York, NY: Routledge.
  • Carnes P., Adams K. M. (2013). Clinical Management of Sex Addiction. New York, NY: Routledge
  • E. Lambiase. La dipendenza sessuale. Modelli clinici e proposte di intervento terapeutico, Ed. LAS, 2001
  • Fong, T. W. (2006). Understanding and Managing Compulsive Sexual Behaviors. Psychiatry (Edgmont), 3(11), 51–58.
  • Gold S.N., Heffner C.L. (1998). Sexual addiction: Many conceptions, minimal data. Clinical Psychology Review 18 (3): 367 – 381.
  • Kühn, S., Gallinat, J.  (2014). Brain Structure and Functional Connectivity Associated With Pornography ConsumptionThe Brain on Porn. JAMA Psychiatry. 71, 827-834
  • Rosenberg K.P., Carnes P., O’ Connor S. (2014). Evaluation and treatment of sex addiction. J Sex Marital Ther 40(2): 77 – 91.

© Jessica Ferrigno