Dipendenza da Cannabis Psicologa Jesssica Ferrigno
Dipendenza da sostanze

Dipendenza da cannabis

L'incapacità di smettere di fumare o di controllare l’uso di cannabinoidi è una forma di dipendenza da cannabis

La dipendenza da cannabis è uno stato di salute che provoca l’incapacità di controllare l’assunzione della sostanza stessa. Spesso i termini cannabis, hashish e marijuana vengono utilizzati in modo scorretto. Talvolta si crede che siano la stessa cosa, ma non è affatto così.  Se vuoi saperne di più, vai alla sezione cannabis. In questo articolo parlerò in generala di cannabinoidi e della dipendenza da cannabinoiodi.

Effetti della cannabis

Quali sono gli effetti delle canne sul comportamento

Gli effetti del consumo di cannabis sono soggettivi: sono legati dal quantitativo usato, dalla modalità di assunzione, dal contesto e dallo stato d’animo di chi assume. Per quanto riguarda le percentuali di principi attivi presenti nella cannabis, questi non si possono conoscere. 

In generale, posso dire che la cannabis ha un meccanismo d’intossicazione che si caratterizza per dare un senso di euforia e di benessere alla persona, seguito da una sensazione di disinibizione ed effetti rilassanti; fumare cannabis può intensificare gli stati d’animo già presenti, può provocare eccessi incontrollati d’ilarità, oppure cambiare la percezione del tempo, alterare le prestazioni psicomotorie e cognitive, come può stimolare l’appetito (la così detta fame chimica) e portare ad un aumento dell’attività sessuale. 

Tra gli effetti collaterali della cannabis, sembra che il suo uso prolungato possa portare a frequenti stati d’ansia, paranoia, depressione, passività, apatia, indecisione. 

Altri effetti della cannabis, rispetto a fasi acute, sono una sorta di disinibizione che conduce ad una eccessiva disinvoltura e alla sottovalutazione di rischi e conseguenze. Si osserva anche una compromissione a livello cognitivo, soprattutto a carico della memoria e dell’attenzione dove la memoria a breve termine appare compromessa e le associazioni mentali allentate.

Sempre in fase acuta, si può riscontrare una compromissione delle funzioni psicomotorie della persona, che perde il controllo sulle funzioni motorie e muscolari, sui tempi di reazione e sulla capacità di portare a termine compiti. Per questi motivi non bisogna guidare, ad esempio, in stato alterato.  

La cannabis crea dipendenza

Secondo l’ente statunitense per lo studio delle sostanze stupefacenti, il NIDA- National Institute of Drug Abuse– circa il 9% delle persone che usano cannabis per la prima volta, ne diventano dipendenti. La dipendenza da cannabis, per chi inizia a consumarla da adolescente, si attesta 17%. La cannabis crea dipendenza dal 25% al 50% dei casi per chi ne fa un consumo giornaliero. 

La dipendenza da cannabis non è un vizio, non è una debolezza, è una malattia. È questo lo sguardo con cui guardare questa ferita. L’abuso di sostanze stupefacenti ci cambia il cervello, lo modifica.

Le canne modificano il nostro cervello. 

Essendo i cannabinoidi largamente diffusi, la dipendenza da cannabis è ormai estremamente comune: la marijuana crea dipendenza, così come esiste una dipendenza da hashish. 

Lo sviluppo della dipendenza da cannabis è caratterizzato dalla incapacità di smettere di fumare o di controllare l’uso, nonostante la consapevolezza delle conseguenze e degli effetti negativi derivanti dall’uso e nonostante il desiderio della persona di smettere.  

Dipendenza da cannabis: astinenza sintomi

Nel momento in cui smettiamo di fumare canne, interrompiamo il consumo di cannabis, sperimentiamo astinenza: il provare disagio o sofferenza nello smettere di usare, dovuto alla mancanza dell’effetto della sostanza cui l’organismo si era abituato.

Ecco alcuni dei sintomi che potrebbe sperimentare una persona che soffre di dipendenza da cannabis e che va in astinenza da cannabinoidi. Astinenza da marijuana, astinenza da thc, astinenza da hashish, rientrano tra i seguenti sintomi. 

Generalmente si tratta di episodi lievi che non durano a lungo, legati alla sospensione dell’uso, con disturbi fisici e psicologici che devono richiedere l’aiuto di un professionista, soprattutto se dovessero persistere.   

  • Sintomi influenzali con sudorazione, malessere, febbre e brividi.
  • Irritabilità, uno dei primi sintomi a comparire quando una persona inizia a soffrire di astinenza. Può iniziare come lieve fastidio e degenerare in aggressività. 
  • Ansia e depressione.
  • Disturbi del sonno come insonnia, difficoltà ad addormentarsi, incubi, sudorazione notturna.
  • Emicranie e mal di testa che possono durare una o due settimane.

Rispetto all’astinenza da cannabinoidi, i rimedi naturali riguardano il cercare di ricorrere ad uno stile di vita sano ed equilibrato: mangiare, bere molto, dormire, fare sport, insomma avere cura del proprio corpo e della propria esistenza è un buon rimedio. Ma sarebbe importante farsi sostenere in questo percorso da un professionista preparato a farlo. 

Come disintossicarsi da cannabinoidi? 

Nel momento in cui si interrompe l’uso di cannabinoidi, anche se non si incontrano gravi problemi fisici, è importante avere un supporto psicoterapeutico.  

Il primo prodotto dell’intervento terapeutico, quando parliamo di dipendenza da cannabis, non è modificare il comportamento, ma cambiare la visione che la persona ha del proprio problema e funzionamento: iniziare a guardarsi e a guardare alla dipendenza come il prodotto di una patologia, dove la sofferenza deriva da un cervello sofferente che è stato cambiato dall’operare delle sostanze al suo interno.

Da soli è difficile smettere. 

Inoltre è importante capire la funzione che la sostanza ha nella propria vita ed nel proprio equilibrio: fumiamo per regolare il tono dell’umore, per sedare l’ansia, per sentirci più sicuri, come sostegno nelle difficoltà interpersonali, per gestire emozioni negative? Perché l’interruzione dell’uso metterà in luce la funzione assolta dalla sostanza e ci metterà a confronto con quel vuoto, che prima era riempito da quella stampella farmacologica.  

Il percorso di cura sarà un viaggio per aiutarvi a trovare armonia, serenità e pienezza senza ricorrere alle come stampelle o sostituti alla felicità.

Riferimenti

  • Bertrand, S, Gerarduzzi, T, Verucci, E. (2004). Cannabis e adolescenza: numeri, dipendenza (tra miti e realtà) parte prima. MeB pagine elettroniche.
  • D’Souza, D. C., Swell, R. A, Ranganathan, M. (2009). Cannabinoids and psychosis/schizophrenia: human studies. Eur Arch Psychiatry Clin Neurosci 259:413-31.
  • Guelfi G. P. (2015). Aspetti clinici dell’abuso di cannabis, 1-2.
  • Hautecouverture, S., Limosin, F., & Roullon, F. (2006). Epidemiology of schizophrenic disorders, Presse Med, 35, 452-3.
  • Hibell, B., Guttormsson, U., Ahlstrom, S., Balakivera, O., Bjarnason, T., Kokkevi, A., et al. (2007). Substance use among students in 35 European Countries.
  • Iacucci, M. (2014) Uso di cannabis e insorgenza di disturbi psichiatrici: quale relazione?
  • Meier M.H, Caspi A. et.al (2012). “Persistent Cannabis Users Show Neuropsychological Decline From Childhood to Midlife,”   Proceedings of the National Academy of Sciences, Online Early Edition, Monday, Aug. 27, 2012.
  • EMCDDA (2006). Annual report on the state of the drug problem in Europe 2006. Lisobon: European Monitoring Centre for Drug and Drug Addiction.
  • Gobbi G, Atkin T, Zytynski T, et al. (2019) Association of Cannabis Use in Adolescence and Risk of Depression, Anxiety, and Suicidality in Young Adulthood: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Psychiatry. doi:10.1001/jamapsychiatry.2018.4500
  • Scavo. N. (2018) Dipendenze. Il boom dei negozi di cannabis legale. I rischi per i giovani, Avvenire.it.
  • Schiavone, S. (2002) Il mercato illecito delle sostanze stupefacenti in Italia: nuove droghe e trend di sviluppo, Ann Ist Super Sanità.
  • Thomas, H. (1993). Psychiatrich symptoms in cannabis users. Br J Psychiatry, 163:141-9.

© Jessica Ferrigno