Dipendenza Affettiva Come Uscirne Love Addiction Psiocologa Jessica Ferrigno
Dipendenze comportamentali

Dipendenza affettiva: come uscirne

Psicoterapia per la cura della dipendenza affettiva o love addiction

Dipendenza affettiva, sintomi, cause e terapia

La dipendenza affettiva è una nuova forma di dipendenza – new addiction – dove l’oggetto della dipendenza non è una sostanza stupefacente ma un comportamento. Nel caso della dipendenza affettiva o love addiction, l’oggetto riguarda l’amore. Questo si traduce in una modalità patologica di vivere le relazioni oppure il rapporto di coppia. Dipendenza affettiva, come uscirne dunque?

L’elemento ricorrente in questa forma di dipendenza è il circolo vizioso in cui la persona arriva a soffocare, negare e rinunciare ai propri bisogni pur di non perdere l’altro. La paura dell’abbandono è una delle cause dei questa dipendenza, questo accade perché senza l’altra persona l’esistenza perde di senso.

Un certo grado di dipendenza dall’altro è normale, soprattutto nelle fasi iniziali dell’innamoramento, ma nella in questo caso l’altro diventa come una droga; la differenza è che nell’innamoramento si vuole il bene dell’altro, nella dipendenza affettiva, invece, si ha bisogno dell’altro.

Come guarire dalla dipendenza affettiva

La persona che soffre di questa dipendenza sceglie e si lega generalmente a compagni fragili, partner poco o per niente disponibili, oppure maltrattanti verso cui sviluppa una ossessione. Per questo motivo una delle domande che si pone è come uscire dalla dipendenza affettiva?

Riconoscere questo stato è fondamentale: la persona desiderata e voluta è in realtà un partner distante e poco disponibile. Chi soffre di love addiction si lega generalmente proprio a persone sfuggenti o distanzianti. I partner particolarmente accudenti invece opprimono. Per questo motivo le persone che soffrono del Disturbo Dipendente di Personalità spesso descrivono noiosi i compagni che amano. Definiscono noiosi anche tutti coloro che rispondono in modo benevolo ed accudente ai loro bisogni.

Individuare questo aspetto è anche il più importante test per la dipendenza affettiva, molto utile per riappropriarsi della propria vita. Lo scopo principale delle persone che soffrono di questa dipendenza non sono l’accudimento e la protezione. Essi infatti non si annoierebbero con un partner attento che cura i loro bisogni.

La sfida e lo scopo del dipendente affettivo sembra essere quelle di cambiare e salvare un partner emotivamente fragile. Spesso una partner maltrattante ed irraggiungibile, partner che incarna e rassomiglia al proprio genitore problematico.

Paura dell’abbandono e dipendenza affettiva

Dipendenza affettiva come uscirne e vincere la paura dell’abbandono? Una caratteristica precisa di questa patologia relazionale è la presenza di un profondo conflitto interno alla persona, questo secondo una lettura cognitiva di Erica Pugliese, Angelo Maria Saliani, Francesco Mancini (2019) in “Un modello cognitivo delle dipendenze affettive patologiche.” Va letto ed interpretato secondo la teoria degli scopi un conflitto fra lo scopo della persona di voler rimanere nella relazione e lo scopo, vissuto come spaventoso e terribile, di chiudere e porre fine alla relazione.

La paura dell’abbandono e della separazione, insieme allo stress emotivo che ne consegue, sono vissuti come ancora più inaccettabili ed intollerabili della stessa relazione disfunzionale patologica e legano la persona in queste relazioni tossiche.

Questo conflitto porta la persona alla dipendenza. La conduce al vivere un legame irrinunciabile con un partner problematico. La relazione avrà importanti ripercussioni sul benessere fisico e psicologico, li comprometterà e per questo motivo risulterà spesso complicato uscire dalla dipendenza affettiva.

È questa la lente attraverso la quale guardare le dinamiche nelle dipendenze emotive. Riconoscere l’esistenza del conflitto e riuscire a superarlo è la strada che si delinea sul come guarire da questa dipendenza.

Una importante sottolineatura riguarda l’aspetto interpersonale: è la relazione ad essere disfunzionale, quindi ci sono sempre due persone coinvolte. Anche l’altra parte della coppia, generalmente il dipendente maschile, è una persona dipendente con paura dell’abbandono; non a caso, infatti si parla infatti di co-dipendenza. Succede che se il dipendente minaccia l’abbandono, l’altro si attiverà e sarà sempre pronto a cercarlo in una spirale senza fine.

Cause della dipendenza affettiva

La paura dell’abbandono alimenta spirali senza fine nonostante la sofferenza ed il malessere generati. Questa dipendenza sembra avere origine nel desiderio di riscatto e rivalsa ai traumi vissuti durante l’ infanzia. Che sia dipendenza affettiva femminile o maschile, le cause affondano spesso nelle prime fasi di vita e nei legami di attaccamento. Le ricadute da adulti si manifestano nella vita affettiva e di coppia.

L’infanzia di chi soffre di questo disturbo di personalità è caratterizzata da trascuratezza, abusi e privazione emotiva. Spesso queste persone provengono da famiglie dove sono maturati profondi vissuti di insicurezza ed inadeguatezza personale, con temi di inferiorità ed indegnità personale.

La dipendenza non ha un valore negativo in sé stessa.

Bisogni fondamentali come quello di protezione, di cura, di attaccamento, di riconoscimento, hanno necessità della presenza di altri per essere sodisfatti. Non è quindi negativo provare questi bisogni, ciò che è negativo e maladattivo è il non riconoscerli o rinunciarvi in funzione di un partner.

La dipendenza da un’altra persona può dar luogo ad una forme di relazione tossica. La tendenza è quindi quella di mettere i propri bisogni e desideri in secondo piano, rispetto a quelli dal partner.

Dipendenza affettiva dal padre

La love addiction si instaura fra due persone e le cause affondano spesso nelle prime fasi di vita del bambino dal tipo di attaccamento che si instaura fra genitore e figlio. 

Spesso abbiamo genitori che vivono nel legame con i figli le proprie ferite infantili, figure di attaccamento che non riconoscono i bisogni dei propri figli, sostituendoli con i propri; questo rappresenta un abuso sull’ identità in costruzione del bambino che impara ad assolvere ai bisogni degli altri senza riconoscere i propri, abuso che compromette lo sviluppo sano del figlio e la possibilità di vivere relazioni sane. 

Dipendenza affettiva dalla madre

La dipendenza affettiva poggia le basi nell’infanzia dove ripetute esperienze di abbandono minano la sicurezza del bambino perché vissute nel periodo più delicato della sua esistenza dove inizia a costruire le proprie rappresentazioni mentali e quelle dell’altro. 

In questo senso, a partire dalle diverse esperienze abbandoniche, il bambino cresce nel timore e nell’insicurezza di subire nuovamente un abbandono dalla madre, figura di attaccamento che rappresenta fonte di vita e sicurezza, sia fisica che psicologica. Da queste basi il bambino sviluppa la convinzione di non essere degno di amore altrimenti non sarebbe stato abbandonato. Questo è il bambino che, diventato adulto, svilupperà una dipendenza affettiva verso figure distanti, non interessate, non accudenti. 

Dipendenza affettiva e violenza

Tutti i comportamenti volti a sminuire, denigrare, manipolare, controllare e punire sono considerati abusi. Questi possono essere verbali o fisici.  Sono forme di violenza la colpevolizzazione, il denigrare e svalutare l’altro, il ricatto emotivo e affettivo, il vittimismo. 

Alcune forme di abuso psicologico tipiche delle relazioni familiari tossiche:

  • Senso di colpa: facendo sentire in colpa il figlio si permette di mantenere il controllo su di lui; attraverso il senso di colpa si raggiunge lo scopo ultime per cui il figlio non si sintonizza sui propri bisogni ma sia sempre sintonizzato sui bisogni delle proprie figure di attaccamento.  
  • Ricatto affettivo: anche nel ricatto affettivo – se fai così mi fai stare male, non ti voglio più bene – si assiste alla negazione da parte del figlio dei propri bisogni e desideri per compiacere e assolvere i bisogni dei genitori. 
  • Vittimismo: attraverso il vittimismo è una forma di abuso e manipolazione dove attraverso il giocare la parte della vittima si ha il controllo sul proprio figlio. 

 Questi bambini impareranno che l’amore è annullarsi per l’altro, adeguarsi alle richieste dell’altro senza tener conto delle proprie; impareranno a legarsi a partner per compiacerli.

Se ti sei riconosciuto in queste affermazioni, è possibile tu soffra di una dipendenza affettiva. Scrivimi o contattami telefonicamente per un consulto.

Dipendenza affettiva: soluzioni

È importante capire come uscire dalla dipendenza affettiva, riconoscere e riconoscersi in queste descrizioni al fine di chiedere aiuto e farsi aiutare da professionisti preparati ad accompagnare le persone ad un maggiore equilibrio e benessere.

Nella mia esperienza clinica ho osservato come la maggior parte delle persone che ricercano una soluzione alle dipendenze affettive, arrivino dallo psicoterapeuta chiedendo aiuto per il partner, più che per sé stesse; arriva dallo psicoterapeuta chiedendo se il partner è un manipolatore, se è un narcisista. Mentre il primo passo per uscire da questa dipendenza, per trovare una vera soluzione alla dipendenza affettiva, è riconoscere la propria dipendenza patologica dall’altro. Già questa particolare modalità di chiedere aiuto diventa un test per valutare questi disturbo.

Dipendenza affettiva, come uscirne quindi? Questa dipendenza si nutre del senso di colpa, per uscire da questa dipendenza comportamentale è necessario partire da sé, dalla propria paura dell’abbandono, centrare l’attenzione su di sé e non sull’altro; è necessario chiedersi il perché di tutta questa sofferenza data da una relazione tossica.

Sono relazioni tossiche perché ricordano e ripercorrono il legame con le droghe, dove l’amore non ha nulla a che fare con queste relazioni. Il trattamento è allora una sorta disintossicazione, dove l’oggetto, qui, non è la droga ma la relazione.

Dipendenza affettiva: soluzioni. Il primo passo è riconoscere l’esistenza del pervasivo conflitto interiore. Questo conflitto è il nucleo disfunzionale di questa condizione. Si arriverà col tempo alla sua importante risoluzione.

La psicoterapia permette di imparare a volersi bene e a darsi valore. Aiuta a “ricostruire” la persona, cercando di restituirle un senso di potere. Ristabilendo così la sensazione di poter agire in prima persona sul proprio cambiamento. Sarà un percorso di ritrovamento e recupero di se stessi, del controllo e dell’autonomia sulla propria esistenza. Permettendo di riconoscere ed in seguito accettare ciò che ha portato a tutta quella sofferenza.

Caratteristiche della dipendenza affettiva

Ci sono degli elementi distintivi tipici della simili alla dipendenza da sostanze: ebbrezza e piacere legati al fondersi con l’altro, ovvero uno stato mentale passeggero in grado di far evadere dal contesto quotidiano. In questo stato mentale il rapporto con il proprio partner risulta indispensabile.

  • L‘astinenza dove l’assenza del partner porta ad uno stato di profonda disperazione che può essere interrotto solo assunzione, cioè dalla presenza del partner.
  • La tolleranza, cioè “la dose”, la quantità di tempo sempre maggiore del partner, arrivando ad annullarsi riducendo sempre più i propri spazi di autonomia e vita sociale. 
  • Perdita di controllo per il bisogno dell’altro ed dovuto alla perdita della propria identità senza l’altro.

Altre caratteristiche sono:

  • Circolo vizioso: la tendenza a ripetere le dinamiche per garantirsi la vicinanza dell’altro, per sentirsi necessaria ed essere amata, la persona che soffre di Dipendenza Affettiva Patologica attua una serie di strategie e comportamenti disfunzionali che portano a particolari movimenti, circoli viziosi e dinamiche di coppia. 
  • Si assiste ad un restringimento della vita sociale a scapito di un coinvolgimento totale e l’annullamento nella relazione. Inoltre l’incapacità di smettere di frequentare il partner anche quando vi è consapevolezza che la relazione è patologica e distruttiva. La persona diviene molto attenta ed abile nel capire ed intercettare i bisogni dell’altro. Cosa esattamente desidera o ciò di cui ha bisogno, facendo emergere inizialmente solo le qualità desiderate dal partner.
  • L’isolamento rientra tra gli effetti della violenza all’interno della relazione.  Questa relazione patologica si caratterizza, nel corso del tempo, per la presenza di manipolazioni, violenza ed abusi fisici, perpetrati da uno e da entrambi i partner e che per almeno uno è fonte di sofferenza.
  • Forme di narcisismo: spesso l’incastro relazionale vede una persona dipendente legarsi ad un narcisista patologico.  
  • Sessualità strumentale: il sesso inteso come strumento per mantenere in piedi la relazione piuttosto che come momento di intimità e piacere.

Vuoi capire se soffri di una dipendenza patologica?

  • Ti leghi a partner poco disponibili, sfuggenti, distanzianti, oppure fragili o maltrattanti.
  • Tendi a sacrificare e mettere i tuoi bisogni e desideri in secondo piano, rispetto a quelli dal partner.
  • I partner particolarmente accudenti ti opprimono.
  • I partner attenti, che rispondono in modo premuroso e benevolo ai tuoi bisogni, ti annoiano.
  • Lo scopo del restare insieme non è quello di essere accuditi, ma cambiare e salvare un partner emotivamente fragile, violento ed irraggiungibile che appare simile ad un proprio genitore problematico.

Se ti sei riconosciuto in queste affermazioni, è possibile tu soffra di una dipendenza affettiva. Scrivimi o contattami telefonicamente per un consulto.

Riferimenti

  • Bowlby J., (1969) Attaccamento e Perdita: Vol 1. L’attaccamento alla madre. Torino: Boringhieri (1972)
  • Borgioni, Massimo (2015). Dipendenza e contro-dipendenza affettiva: dalle passioni scriteriate all’indifferenza vuota. Roma, Alpes.
  • Erica Pugliese, Angelo Maria Saliani, Francesco Mancini (2019): Un modello cognitivo delle dipendenze affettive patologiche. In: Psicobiettivo, 1 , pp. 43-58, 2019.
  • Mancini F., (2016). Sulla necessità degli scopi come determinanti prossimi alla sofferenza psicopatologica. Cognitivismo Clinico, 13 (1)
  • Maslow A.H., (1943). A theory of human motivation. Psychological Review, 59 (4), 370.
  • Nicolò G., Carcione A., Disturbo Dipendente di Personalità: ipotesi per un modello clinico, in “ psicoterapia Cognitiva e Comportamentale”, 3, pp81-91.
  • Safran, J. e Segal, V.Z. (1993) Il processo interpersonale nella terapia cognitiva, Feltrinelli

© Jessica Ferrigno