Dipendenza da sostanze

Aiutare una alcolista o un tossicodipendente

Cosa fare se una persona cara ha una dipendenza da sostanze.

Riconoscere la dipendenza come malattia rappresenta il primo passo della cura e della guarigione. I familiari e le persone significative hanno un ruolo importante nell’accompagnare la persona verso l’acquisizione di consapevolezza. In quanto malattia la dipendenza va curata. 

Svelare e quindi riconoscere di avere un problema psicologico con le sostanze, siano esse alcol, cocaina o altre sostanze stupefacenti, è una condizione difficile da affrontare. Questo è vero sia per chi ne fa uso, sia per chi gli sta vicino, ma è una condizione imprescindibile del percorso di cura.  

L’ambivalenza è una caratteristica importante nelle dipendenze; significa che ci sono contemporaneamente aspetti ed emozioni che sono in contraddizione tra loro. La persona che fa uso di sostanze è una persona in crisi, combattuta tra sentimenti differenti, tra senso di colpa, vergogna, fallimento, delusione. Vorrebbe smettere, ma non può. È consapevole che sta perdendo la fiducia dei familiari e la libertà rispetto alla propria vita, ma il richiamo della sostanza è troppo forte e vince sul resto.  Spesso chi usa sostanze si autoconvince, “smetto quando voglio” che è l’illusione di avere un controllo sulla sostanza, perché il pensiero di farne senza è purtroppo insopportabile.  

Quali sono le difficoltà che si incontrano nell’aiutare una persona affetta da dipendenze di sostanze

Per i familiari e le persone vicine ad un tossicodipendente o ad un alcolista è molto difficile aiutare. Spesso e anche difficile capire come poterci riuscire. Il senso di smarrimento ed incredulità accompagna spesso chi è vicino ad una persona che usa droghe: non si capisce perché la persona semplicemente non smetta con quello schifo che gli rovina la vita. Spesso le persone care, allora, arrivano ad arrabbiarsi, a gridare, a minacciare, ad accusare, come disperati tentativi di aiuto ed uscite da un senso di impotenza schiacciante.  Questo, purtroppo, non fa che peggiorare una situazione già difficile e dolorosa.

Se fosse così semplice smettere, la persona lo farebbe. La verità è che spesso non vuole interrompere l’uso di sostanze, ma anche nel caso in cui volesse, non potrebbe farlo.  

Usare droga modifica il cervello. Quando il nostro cervello entra in contatto in maniera ripetuta e continuativa con la sostanza, subisce modificazioni e cambiamenti importanti che alterano la capacità di giudizio e la libertà di scelta. Per questo la persona anche se vuole smettere di usare non può farlo. 

Di fronte a tutto ciò, cosa può fare e come si deve comportare chi è vicino ad una persona che ha una dipendenza?

Come aiutare chi non vuole essere aiutato?

Stare vicino e provare ad aiutare chi ha una dipendenza è una situazione complessa, dolorosa e difficile. Bisogna essere fermi e nello stesso tempo teneri: comunicare tutto l’affetto, la vicinanza emotiva, la comprensione e nello stesso tempo tutta la fermezza e la determinazione per affrontare e risolvere il problema con le sostanze stupefacenti. 

Chi ha un problema di dipendenza difficilmente, infatti, riesce ad essere lucido e a vederlo; chi gli è vicino deve aiutarlo a riconoscere che ha un problema. L’obiettivo non deve essere quello di aiutare la persona a smettere, ma quello di fargli ammettere che esiste un problema, per successivamente affrontarlo con professionisti adeguati. L’atteggiamento di chi è vicino dovrebbe essere calmo, accogliente, non giudicante ma fermo e determinato nel sottolineare il problema e che la persona ha bisogno di aiuto. 

Come aiutare un figlio tossicodipendente o alcolista?

Chi ha una dipendenza tende a negare, a mentire anche a se stesso. Se chi è vicino è convinto vi sia un problema di dipendenza deve cercare di trovare il momento adeguato e rimandare all’altro le proprie preoccupazioni e paure per tutti i cambiamenti che si sono osservati, magari elencandoli con calma e chiarezza. Si può anche chiedere di essere rassicurati sul fatto che la persona non stia usando, come dice, accettando di fare un semplice test delle urine che si trova in farmacia.    

Se chi ha una dipendenza dichiara, infine, che non ha bisogno di aiuto e ne possa uscirne da solo, si deve accettare ma facendo un accordo chiaro, fermo e deciso secondo il quale gli si dà sì una opportunità di provare a farcela da solo, ma se dovesse mancare all’impegno di non usare più, accetterà allora le condizioni imposte, come impegnarsi a fare un colloquio conoscitivo e di valutazione con un esperto.  

È fondamentale, per chi è vicino ad una persona che ha una dipendenza, riuscire a vedere questa condizione come una malattia e non come vizio e debolezza. E guardare alla persona che usa come una persona malata che ha bisogno di cura. Questo modo di vedere le cose aiuta a mantenere la giusta vicinanza, tra la comprensione e l’affetto, l’accoglienza dei vissuti e punto di vista dell’altro e la ferma determinazione ad affrontare la questione, senza spostare su altri temi o posticipare nel tempo la soluzione.

Prendere consapevolezza è il primo passo per cambiare, per affrontare e risolvere il problema. Il percorso è un percorso lungo, difficile, che prevede sofferenza e ricadute. È un percorso che viene affrontato da tutto il nucleo familiare insieme al paziente.  Che necessita di supporto ed aiuto. 

Sono disponibile ad aiutarvi ed accompagnarvi in questo cammino. 

© Jessica Ferrigno