Dipendenza da sostanze

Alcolismo

Psicoterapia della dipendenza da abuso di bevande alcoliche

L’uso di alcol, come l’uso di sostanze, trasforma il nostro cervello. Per questo bisogna vedere un alcolista non come una persona debole o con il vizio dell’alcol, ma come una persona che ha una patologia, il cui cervello è modificato dall’uso ed abuso di alcol. L’alcolismo è una malattia e l’alcolista è una persona malata che ha bisogno di cura, che vorrebbe smettere, fermarsi, ma non può. Il cervello viene modificato anche nell’alcolista funzionale, con la differenza che l’alcolista funzionale riesce a mantenere un alto funzionamento.

Caratteristiche di un alcolista

Come riconoscere un alcolista?

Caratteristiche di un alcolista sono il bisogno compulsivo di assumere alcol per sperimentarne i suoi effetti ed evitare il malessere che la sua privazione provoca.

Il bisogno compulsivo di bere, cuore centrale della patologia, porta all’idea che l’alcolista è bugiardo. In realtà l’alcolista è una persona in crisi, combattuta tra sentimenti differenti, tra senso di colpa, vergogna, fallimento, delusione. È consapevole della perdita della fiducia dei familiari e della libertà sulla propria vita, ma il richiamo della sostanza (i meccanismi cerebrali) vince sul resto.

L’ambivalenza è una caratteristica importante nelle dipendenze.

Nella mia esperienza da psicoterapeuta nel trattamento delle dipendenze patologiche, spesso sono i familiari a chiedere aiuto per la persona dipendente. Sono molte le domande e le richieste di aiuto:

  • Come possiamo aiutare un alcolista che non vuole essere aiutato?
  • Come possiamo aiutarlo a riconoscere il suo problema con l’alcol?
  • E’ giusto parlare di una patologia?

E’ importante comprende dunque fin da subito che le caratteristiche di un alcolista riguardano fondamentalmente la perdita della capacità di controllo sull’uso di alcol.

Quanto beve un alcolista? Quanto beve un alcolista al giorno?

L’alcolista non ha il controllo sul consumo d’alcol, questo lo porta ad assumere alcol in modo eccessivo: può bere di nascosto, iniziare a bere sempre prima, già dalla mattina, a bere da solo, oppure arrivare a spendere per l’alcol molto più di quanto si possa permettere.

La persona, poi, inizia a diventare sempre più inaffidabile a casa o sul luogo di lavoro, assorbita dall’alcol. Si osservano un ritiro e isolamento dalla vita sociale. L’alcolista può perdere l’interesse per persone ed eventi attorno a sé. Può cominciare ad essere trascurata.

Alcolismo: alcolista o alcolizzato

È un medico svedese, nel 1849, a coniare il termine alcolismo per definire la dipendenza da alcol. Alcolista o alcolizzato hanno lo stesso significato: alcolista è usato in ambito medico-clinico, alcolizzato è più gergale e contiene spesso un’accezione dispregiativa.

Quando parlo di alcolismo faccio riferimento ad un uso patologico e problematico di alcol, dove non si riesce ad astenersi dal consumare alcol: non si riesce a non bere, o a bere in maniera saltuaria, ma si deve bere frequentemente e in grandi quantità. Questa è la risposta al quanto beve un alcolista.

Quando vi è un abuso di alcol, la dipendenza è inizialmente psicologica: la persona riconosce di bere per stare bene, per sentirsi un po’ euforico, sollevato dai pensieri e dai problemi. L’abuso, in questa fase, è associato ad un uso continuativo di alcol nonostante i problemi che il bere comporta. Nella fase successiva subentra la dipendenza fisica, cioè la necessità di assumere alcol in quantità maggiore per affrontare l’astinenza e per avere l’effetto desiderato (tolleranza).

In questa fase smettere di bere è sempre più difficoltoso e la dipendenza incide pesantemente, per questo il vissuto è che l’alcolista è un bugiardo, poichè la dipendenza sta compromettendo il suo equilibrio, i rapporti interpersonali e le normali attività quotidiane.

Alcolista: come riconoscerlo

Un alcolista ha bisogno di bere per stare bene. Per riconoscere un alcolista bisogna scorgere che non riesce a stare bene se non consuma quotidianamente alcol. Caratteristiche comuni sono il cercare di interrompere o di ridurre il consumo di alcol attraverso vari tentativi che risultano, però, inefficaci; continuare a consumare alcol nonostante le conseguenze negative.

Un alcolista, inoltre, non riesce a stare bene se non aumenta, col tempo, la dose: la dipendenza da alcol è una malattia caratterizzata da assuefazione e tolleranza, cioè per raggiungere l’effetto desiderato si è costretti a bere quantità sempre maggiori di alcol. All’inizio basta un bicchiere per stare bene, inebriarsi, con l’andare del tempo un bicchiere non basta più, bisogna bere sempre di più. È importante riconoscere questi segnali come dipendenza.

Come per le dipendenze da sostanze, l’interruzione del consumo causa una sindrome da astinenza con diversi sintomi, sia fisici che psicologici, come tremori, ansia, tachicardia, nausea, vomito, agitazione, sino ad arrivare ad allucinazioni e convulsioni.

Quando si arriva a questo punto non si può più tornare indietro. Un alcolista non può più tornare a bere alcol in modo adeguato. L’astensione totale dall’alcol, la rinuncia completa nel bere alcol accompagnati ad un percorso terapeutico sono l’unica possibilità di recupero.

Circa un alcolista su 5 è un alcolista funzionale

Questo termine deriva dall’inglese e descrive una persona che ha una dipendenza dall’alcol, ma presenta un alto funzionamento. Lavora, è socialmente attivo, non mette in atto comportamenti pericolosi. È una persona che appare priva di problemi ed assolutamente integrata. Questo tipo di alcolismo, al contrario di quanto possa sembrare, è più subdolo e difficile da trattare perché più difficile da riconosce, sia per chi sta attorno all’alcolista funzionale e potrebbe aiutarlo se riconoscesse il problema, sia per l’alcolista stesso. E sappiamo quanto è difficile aiutare chi non vuole essere aiutato.

Alcolismo: prospettive di vita

Come muore un alcolista?

Come professionista, oltre a chiedermi quanto beve un alcolista, una delle domande che mi vengono poste è come muore un alcolista, domanda che racchiude l’angoscia e l’impotenza dei familiari di chi ha una dipendenza da alcol.
Sicuramente un alcolista muore prima degli altri: uno studio internazionale pubblicato su Lancet ha messo in luce che l’alcol accorcia la vita.

Gli effetti negativi sulla longevità sembra inizino a farsi sentire quando il consumo di alcol in una settimana supera i 100 grammi (cinque o sei bicchieri di vino circa).

Per chi in media beve una decina di bicchieri a settimana (200-350 grammi di alcol) accorcia la vita di uno, due tre anni; per chi assume circa 18 bicchieri settimanali (oltre i 350 grammi) accorcia la vita di quattro, cinque anni.

Come aiutare un alcolista

Chi ha un alcolista in famiglia cosa deve fare? Come trattare un alcolista?

Per chi ha un alcolista tra i propri affetti o parenti è difficile capire il suo comportamento. Non si comprende perché la persona semplicemente non smetta con quello schifo che gli sta rovinando la vita, con un senso di smarrimento, incomprensione, incredulità.

Come aiutare un alcolista che non vuole essere aiutato?

Il principale aiuto che si può dare ad un alcolista è quello di accompagnarlo a comprendere e riconoscere che ha un problema, che l’alcol è un problema.

Riconoscere di avere un problema con l’alcol è una condizione difficile da affrontare, sia per l’alcolista che per chi gli sta vicino, ma è una condizione imprescindibile per affrontare un percorso di cambiamento.

L’obiettivo da porsi per aiutare un alcolista non deve essere quello di aiutarlo a smettere, ma quello di fargli comprendere ed ammettere che esiste un problema, e fare in modo di affrontarlo con professionisti adeguati.

Stare vicino ed aiutare chi non vuole essere aiutato- perché non riconosce il problema- è una situazione complessa, dolorosa e difficile. Bisogna essere fermi, determinati e nello stesso tempo affettivi, caldi, non giudicanti nel trasmettere e comunicare tutto l’amore e la comprensione, ma nello stesso tempo con tutta la fermezza e la determinazione possibili per evidenziare il problema e il bisogno di aiuto della persona.

È fondamentale vedere l’alcolismo come una malattia perché aiuta ad avere la giusta distanza, tra la comprensione, l’amore, l’accoglienza dei vissuti dell’altro ma mantenendo la ferma determinazione nell’affrontare il problema.
Prendere consapevolezza di avere un problema è il solo primo passo per affrontare la dipendenza da alcol e per cambiare. È un percorso è un percorso lungo, difficile, che prevede sofferenza e spesso ricadute e viene affrontato da tutto il nucleo familiare.

Curare l’alcolismo nella città di Torino

Servizio privato

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È importante farsi sostenere da professionisti adeguati!

Riferimenti

  • Abbey et al., The Relationship Between the Quantity of Alcohol Consumed and the Severity of Sexual Assaults Committed by College Men, 2001.
  • (a cura di) Bignamini E., La Dipendenza da Sostanze, Edizioni Publiedit, Cuneo, 2006.
  • Bugari, M. La Ricaduta nell’ alcolismo: fattori predisponenti, craving e modelli di prevenzione. State of Mind. 2017
  • DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, America Psychiatric Associaton , Raffaello Cortina Editore, 2014.
  • Risk thresholds for alcohol consumption: combined analysis of individual-participant data for 599912 current drinkers in 83 prospective studies. The Lancet Vol 391 April 14, 2018.
  • Shivanand K et al., Clinical management of alcohol withdrawal: A systematic review 2013
  • W. Mascetti in Bara B.G., Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva, Bollati Boringhieri, Torino, 2005.

© Jessica Ferrigno